Prix richiama bevanda vegetale a base di riso Bon&San: possibile alterazione del prodotto

Possibile ALTERAZIONE del prodotto. Questo il motivo che ha spinto la catena dei supermercati PRIX a diffondere un avviso di richiamo di un lotto di BEVANDA VEGETALE A BASE DI RISO a marchio BON&SAN. Come si legge nel comunicato pubblicato sul sito, il prodotto in questione è venduto in confezioni da 1 litro ed il lotto coincide con la scadenza 18-06-2019. La bevanda è stata prodotta Bon&San S.n.c. di Boniotti Giulio e C., nello stabilimento di via Via Brione, 1 a RIVA DEL GARDA (TN). Per ulteriori informazione contattare il Servizio Clienti Prix: 800 89 44 22. A scopo precauzionale e al fine di garantire la sicurezza dei consumatori.

Scamorza bianca a fette richiamata per la presenza di Escherichia coli

Scamorza bianca a fette richiamata per la presenza di Escherichia coli, il Ministero della Salute lancia l’allarme. Richiamo volontario e precauzionale per rischio microbiologico. Ecco i lotti

Per due lotti di scamorza bianca a fette a marchio Coop e Cuor di Fette Parmareggio è stata appena diramata un’allerta dal Ministero della Salute perchè potrebbero contenere il pericoloso batterio Escherichia Coli ” produttore di tossina Shiga (STEC). L’allerta in questione, riguarda solo il lotto lotto numero 25L18341 e data di scadenza 08/11/2018; lotto numero 25L18345 e data di scadenza 12/11/2018 della COOP e il lotto numero 25L18345 e data di scadenza 12/11/2018; lotto numero 25L18345 e data di scadenza 17/11/2018 marca PARMAREGGIO. La scamorza a fette richiamata è stata prodotta in provincia di Reggio Emilia da Parmareggio Spa nello stabilimento di via Togliatti 34AB, a Montecavolo di Quattro Castella, (marchio di identificazione. L’avviso di richiamo precisa che la presenza del batterio è stata accertata dalle analisi dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno a mezzo notifica rapporto prova 152853 del 15/10/2018 per l’Asl NA 2 Nord. Alcuni dei lotti sono stati richiamati in via precauzionale, in quanto si sospetta una contaminazione della materia prima utilizzata in fase di produzione. Nell’ottica d’informazione quotidiana ai consumatori in materia di allerte alimentari, lo “Sportello dei Diritti” nella persona del presidente Giovanni D’Agata, raccomanda, a scopo precauzionale, di non consumare la scamorza bianca a fette Coop e Parmareggio con i numeri di lotto e le scadenze segnalate e di restituirla al punto vendita d’acquisto per il rimborso. Per visualizzare i richiami del Ministero, basta recarsi sul sito dell’istituzione e cliccare sul link “richiami di prodotti alimentari da parte degli operatori” sotto la voce “Avvisi sicurezza”.

Vibrione del colera nelle cozze vive esportate dall’Italia a Malta

Cozze vive contaminate da Vibrio alginolyticus e Vibrio cholerae, che sarebbero state già immesse sull’intero mercato nazionale. E’ delle ultime ore la notizia di un nuovo allerta alimentare che, questa volta, non riguarda i temibili batteri Escherichia Coli o la Salmonella. Non si conoscono i lotti con cozze vive contaminate anche perché riguardano non solo la Grande distribuzione ma pescherie e mercati. Ad allertare le autorità sanitarie dei diversi Paesi europei ed esteri circa la presenza del Vibrione del Colera è stato il Ministero della Sanità di Malta che ha prontamente avvisato le autorità sanitarie della UE (Dettagli di notifica – 2018.2928 del 17.10.2018). Rasff, il sistema di allerta rapido dell’Unione Europea, invita tutti a prestare la massima attenzione e a non consumare le cozze vive senza prima sottoporle al controllo dal Servizio igiene degli alimenti e nutrizione della Asl locale. Le cozze sono organismi “filtratori”, cioè filtrano tutto ciò che è contenuto nei mari nei quali vivono. Di conseguenza, se provengono da acque non perfettamente pulite, possono essere fonte di contaminazione batterica. Per questo motivo sarebbe sempre meglio evitare di mangiarle crude, sia a casa sia al ristorante dove spesso vengono servite sotto forma di “Crudités”. Solo con l’abbattimento (che non sappiamo se è stato fatto accuratamente) e la cottura i batteri vengono inibiti e si evitano spiacevoli disturbi intestinali. Con l’occasione ricordiamo che il batterio Vibrio cholerae si trasmette attraverso le feci e a contatto con la bocca, quando si ingeriscono acqua e cibi contaminati. L`infezione interessa il tratto intestinale e si manifesta con diarrea e vomito, causata da un batterio dalla particolare forma a virgola identificato per la prima volta nel 1859 dall`anatomista italiano Filippo Pacini e poi studiato dal medico tedesco Robert Koch. Ad oggi si conoscono circa 155 sierotipi di vibrione, ma solo due sono responsabili di epidemie. Le manifestazioni del colera non sono sempre uguali. Si va da uno stato asintomatico ad uno di diarrea, in assenza di dolore, che compare dopo 24-48 ore di incubazione. La perdita di liquidi attraverso le feci diventa inarrestabile: sete, debolezza e ipotensione colpiscono i malati. Il resto lo fa la perdita di potassio che può causare crampi muscolari. Sangue e mucose si disseccano. Nei casi più acuti, non trattati tempestivamente, si può arrivare al coma.Il punto chiave del trattamento del colera, per tutti questi motivi, è la reidratazione. L`uso di antibiotici ha dimostrato di ridurre la durata della malattia e la necessità di reidratazione. Gli antibiotici più usati sono la tetraciclina o la doxiciclina, ma anche la ciprofloxacina, il cloramfenicolo o l`eritromicina. Quando, 35 anni fa, il colera si manifestò a Napoli, sul banco degli imputati per l`infezione che provocò 24 morti salirono i mitili, in particolare le cozze. I molluschi, infatti, a causa della loro azione filtrante, accumulano al loro interno un buon numero di vibrioni costituendo, così, un buon mezzo d`infezione qualora siano consumati crudi o poco cotti. Una curiosità: il nome della malattia deriva dal greco choléra, da cholé (= bile) e indicava la malattia che scaricava con violenza gli umori del corpo e lo stato d`animo conseguente, ovvero la collera.Il Sistema di allerta invita tutti a prestare la massima attenzione e a non consumare le cozze vive senza prima sottoporle al controllo dal Servizio igiene degli alimenti e nutrizione della Asl locale. Il rischio, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, rilanciando le raccomandazioni del Servizio di Igiene degli Allevamenti e delle produzioni zootecniche, è che i mitili interessati dal richiamo possano esser commercializzati al di fuori dei canali legali, mettendo a grave rischio la salute dei consumatori. Mentre i molluschi acquistati esclusivamente attraverso “canali autorizzati all’interno di sacchetti con etichette che ne riportano la provenienza, possono essere acquistati in sicurezza”.

Attenzione! Rischio Listeria nel salmone affumicato, Coop richiama lotto

Questo l’annuncio dato direttamente dalla azienda, “Per la possibile presenza di listeria monocytogenes, la Eurofood ha richiamato dai banconi di vendita un lotto di salmone norvegese affumicato, Kv Nordic in busta da 50 grammi con codice Ean a barre 8000003000405. Il lotto è il 801252, con le date di scadenza date di scadenza 16 e 23 agosto 2018″ . Bisogna prestare attezione perche l’avviso di richiamo riguarda esclusivamente alcuni punti vendita in Basilicata, Lazio, Emilia Romagna e Veneto. L’avviso pubblicato direttamente sul sito della Coop, che ha invitato la clientela che lo avesse acquistato,  a riportare in negozio il prodotto con le indicazioni descritte nel richiamo.

Dal Ministero della Salute fanno sapere che del richiamo non sono state avvisate né le Asl di competenza, né le Regioni in cui sono stati venduti i lotti di salmone, e di conseguenza neppure il Ministero, come vorrebbe la prassi codificata. La Coop, dal canto suo, ha precisato che la procedura di richiamo di un prodotto a rischio avviene su allerta del fornitore e la notifica del ritiro viene pubblicata sul sito del gruppo distributore nel primo giorno utile lavorativo. Fonte Ansa

 

La Listeria monocytogenes è un batterio presente nel suolo, sull’acqua e nella vegetazione. Esso può contaminare diversi alimenti, tra cui latte, verdura, formaggi molli, carni poco cotte, ed è responsabile della Listeriosi una malattia pressochè innoqua per gran parte della popolazione, ma a potrebbe essere letale per i soggetti a forte rischio.

I sintomi variano con la persona infetta:

  • Persone ad alto rischio : i sintomi possono includere febbre, dolori muscolari, mal di testa, collo rigido, confusione, perdita di equilibrio e convulsioni.
  • Le donne in gravidanza: le donne in gravidanza vengono affette da una lieve malattia simile all’influenza. Tuttavia, le infezioni durante la gravidanza possono portare ad aborto spontaneo, nascita prematura o infezione a rischio di vita del neonato.
  • Persone prive di fattori di rischio: le persone precedentemente sane ma esposte a una dose molto elevata di Listeria possono sviluppare una malattia non invasiva (il che significa che i batteri non si sono diffusi nel loro sangue o in altri siti del corpo). I sintomi possono includere diarrea e febbre.

Prestate attenzione se lo avete acquistato e riportatelo subito indietro.

Visita Medica per Lavoratori: Perché Non si deve Mentire e perché sono obbligatorie

Nel momento in cui si sta per essere assunti da un’azienda, quest’ultima richiede la visita medica per i lavoratori. Una scelta su cui non è possibile discutere in quanto obbligatoria.

Ma cosa dovesse succedere se per caso, un lavoratore dimentica o non vuol confidare i propri problemi di salute? Quali sono i rischi che si corrono?

Perché la sanità impone queste visite obbligatorie?

La visita medica pre-assuntiva è sancita dalla sanità, in quanto si preoccupa di garantire e tutelare i colleghi e soprattutto lo stato di salute del lavoratore.

Al di là della mansione che il dipende ha, le visite vengono fatte una tantum, tranne nei casi in cui:

  • Controlli obbligatori per l’uso di stupefacenti. Una verifica obbligatoria soprattutto per chi è abilitato alla guida di veicoli di trasporto.
  • Per gli impiegati a rischio di radiazioni ionizzanti.
  • Per i lavoratori a rischio di asbestosi o silicosi.
  • Per lavoratori di età inferiore ai 18 anni.

Nei casi appena elencati i controlli vengono effettuati periodicamente.

Visita medica e false dichiarazioni: quali sono i rischi?

Nel momento in cui avvengono i primi controlli in merito alle visite mediche prima dell’assunzione, il lavoratore è obbligato a rispondere sinceramente circa il suo stato di salute.

Qualora vengano dichiarate false dichiarazioni, il datore di lavoro potrebbe perdere la fiducia nei confronti del suo dipendente o in caso di visita medica preassuntiva ha la facoltà di non inquadrarlo in azienda.

Licenziamento in tronco per bugie durante le visite mediche sul lavoro, si o no?

La Cassazione è stata ben chiara sull’argomento, tanto da affermare che nei casi in cui l’impiegato menta sulle sue condizioni di salute il licenziamento è illegittimo.

Anche i Giudici sono intervenuti sull’argomento tanto da stabilire che questo fattore non è assolutamente sufficiente per far perdere il lavoro al dipendente.

Di fatto è stato preso in analisi un caso recente, in cui una dipendente assunta come “addetta alla raccolta dei rifiuti” da una società della pubblica amministrazione, in fase di controlli ha “dimenticato” di una sua recente operazione.

Nemmeno in quel caso la lavoratrice ha perso il lavoro, poiché non c’è una base sufficiente per stabilire il suo licenziamento.

Salmonella nelle Uova in Italia: il pericolo arriva principalmente da L’Aquila

Nei giorni scorsi un pericolo è arrivato in Italia: la Salmonella nelle Uova. Il Ministero della Salute dopo un’attenta analisi ha annunciato immediatamente il fermo per tre lotti nella Provincia dell’Aquila.

Dopo l’annuncio le autorità del reparto sanitario hanno informato i consumatori di non ingerire o acquistare le uova provenienti dal lotto numero 17.18-0718.

Ma quali sono i sintomi che preannunciano la salmonella? Come si cura? In questo caso specifico l’infezione ha un nome ben preciso: enteridis.

Come evitare la salmonella enteridis nelle uova italiane

La salmonella enteridis non è altro che un batterio che contamina l’apparato digerente umano provocando diarrea, nausea e in alcuni casi febbre alta.

Tale virus viene preso tramite contatto o nel caso in cui si assuma cibo infetto dalle uova stessa o dai prodotti in cui vengono utilizzate, come ad esempio la maionese.

Se dovessero presentarsi uno dei sintomi precedentemente elencati, il consiglio è quello di rivolgersi al medico di famiglia o andare in ospedale affinché si eseguano le opportune analisi.

Continuano le analisi del Ministero della Salute

Il Ministero della Salute attualmente conferma che i lotti di uova infette sono quelli riportati nel paragrafo precedente. Chiunque abbia acquistato tali confezioni non deve far altro che buttarle o consegnarle in uno degli uffici Asl del territorio.

Al momento non vi è alcuna certezza sull’infezione degli altri lotti, ma le autorità sanitarie consigliano di rimanere sempre all’allerta e di monitorare i potenziali sintomi che preannuncerebbero la salmonella.

Il Ministero blocca i lotti di Avicola Peligna di Margiotta Mario

Dopo delle attente indagini i lotti bloccati provenivano dalle confezioni di Avicola Peligna di Margiotta Mario con riferimento al produttore 077AQ082.

Le confezione contenevano oltre 21600 chilogrammi di uova infette. Il Ministero pubblica i numeri dei lotti da non consumare assolutamente:

  • 17-18-0718 con scadenza al 15 agosto 2018;
  • 19-20-0718 con scadenza al 17 agosto;
  • 21-22-0718 con scadenza al 19 agosto 2018;

Da dove proviene la salmonella enteridis?

L’infezione che contagia l’organismo umano è chiamato salmonellosi. Tale virus proviene non solo dagli animali da allevamento, ma anche da quelli di compagnia in quanto vengono contaminati altri cibi come la carne o il latte.

Qualora si presentino casi di salmonella è possibile rivolgersi allo Sportello dei Diritti che sapranno consigliare la soluzione e le cure migliori per distruggere il virus.

Il Presidente della stessa associazione Giovanni D’Agata, raccomanda costantemente di controllare dettagliatamente le confezioni di uova in possesso dei cittadini e assicurarsi che non riportino i numeri dei lotti bloccati.

Il Virus West Nile che sta preoccupando due regioni del Nord: Cos’è e come Curarlo

Negli ultimi giorni il virus West Nile sta mettendo in ginocchio il Veneto e l’Emilia Romagna.  Ma cos’è precisamente? Quali sono i rischi che quest’ultimo può provocare?

Nelle due regioni del Nord Italia si sono verificati oltre 52 casi, di cui due terribili, con decesso. Le vittime entrambi oltre la settantina d’anni, uno di Verona e l’altro di Ferrara.

Da dove proviene il noto virus West Nile e come è possibile prenderlo?

Il West Nile avviene tramite una puntura da parte delle zanzare facenti parte del gruppo o meglio definirla famiglia Culex. Una tipologia di insetti pestiferi che si trovano prevalentemente nei posti umidi.

La puntura di questi insetti può rivelarsi fatale, ciò avviene a causa del veleno che iniettano sulla pelle e sulla parte lesa. Il virus è diffuso e proviene prevalentemente da: Asia occidentale, Europa, Africa, America e Australia.

Come annunciato precedentemente, la trasmissione dell’infezione avviene principalmente a causa di una puntura delle zanzare Culex. West Nile può contagiare non solo gli esseri umani, ma anche i mammiferi, cani, gatti e cavalli.

Quanto dura il periodo di incubazione e che rischi di trasmissione si corrono

Fortunatamente nonostante la vittima colpita dal West Nile si trovi con la  febbre, tale contagio non può avvenire in alcun modo con altri esseri umani.

Il periodo di incubazione può comprendere un periodo che va da un paio di giorni fino a due settimane circa, per le persone con un sistema immunitario poco sicuro, i giorni possono allungarsi fino ad un massimo di 21.

Sintomi che può provocare il West Nile

Ad oggi i casi registrati sono ben 52, di cui: 10 in Veneto e 6 in Emilia Romagna, quest’ultimi tra i più gravi per cause neuro invasive che hanno portato alla morte.

Altri 22 casi di febbre (10 in Emilia Romagna e 12 in Veneto) e ulteriori 14 casi per chi è stato donatore di sangue (11 in Emilia Romagna e 3 in Veneto).

Dai test e le analisi effettuate nei laboratori specializzati, gli esperti e la sanità afferma che la maggior parte delle volte il virus West Nile non presenta alcun sintomo.

In altri invece, si possono presentare casi di:

  • Febbre medio-alta;
  • Pesantezza o mal di testa;
  • Nausea;
  • Vomito;
  • Ingrossamento di linfonodi;
  • Sfoghi sulle parti cutanee;

Ognuno di esso varia e si verifica in base all’età di un individuo.

Per esempio nei più piccoli si può verificare una leggera febbre, nei giovani (dall’età adolescenziale e adulti compresi) oltre la febbre più alta, ci sono in cui gli occhi si arrossano, avvengono dolori ai muscoli e mal di testa.

Le situazioni e i casi più gravi si verificano nelle persone anziane. I sintomi infatti possono essere decisamente più preoccupanti: disorientamento, disturbo alla vista, convulsioni, forti tremori fino ad arrivare al coma e un caso su mille può comprendere l’encefalo che causa la morte.

Come prevenire il virus West Nile

La sanità ad oggi non ha soluzioni sulla prevenzione del virus West Nile. Non esiste alcun vaccino o terapia specialistica che aiuta ad abolire tale malattia infettiva.

L’unico metodo naturale è quello di allontanare le zanzare con insetticidi idonei ed evitarne il più possibile l’esposizione.

Ragno Violino in Italia: Ecco Come Difendersi e Cosa Fare in Caso di Puntura

Negli ultimi giorni in Italia si sono diffusi casi di morsi del ragno violino. Ma da dove arrivano questi artropodi? Qual è la soluzione nel caso in cui si beccasse la sua puntura?

Fortunatamente (salvo eccezioni o malattie rare) il ragno violino non provocherebbe la morte. Piuttosto il suo morso potrebbe generare infezioni provocando febbre alta e gonfiore sulla parte lesa.

Quali danni causa Loxosceles?

Loxosceles (comunemente conosciuto come ragno violino) di sua natura è innocuo. Non è aggressivo, anzi è piuttosto timido.

Nei casi in cui Loxosceles tende a mordere, lo fa per auto-difesa. Potrebbe succedere qualora venisse schiacciato, nel momento in cui sentisse una determinata pressione o qualsiasi altro momento in cui si sente aggredito.

Da dove arrivano questi artropodi? Come difendersi e prevenire il morso

Se vi trovaste nei vostri appartamenti, la soluzione per prevenire il morso del ragno violino è quella di sigillare le fessure e i possibili spiragli da cui potrebbe sbucare.

La cosa più importante da sapere è che il suo morso non può avvenire attraverso gli abiti, perciò qualora ci sia un eventuale avvistamento dell’animale, è bene indossare guantoni e non scoprire le parti del corpo.

Ragno violino in casa: come liberarsene? Disinfestazione non sempre obbligatoria

Per far si che questo ragno pericoloso non risieda nei vostri appartamenti (qualora già sia entrato), le soluzioni variano a secondo dei vari casi:

  •  Luogo buio (cantine, scantinati, camerini etc): data l’enorme difficoltà e le sue piccole dimensioni, trovarlo in questi posti è veramente difficile. Per questo occorre la disinfezione mediante un metodo chiamato gassificazione con piretroidi.
  • Appartamenti non troppo grandi: per ovviare alla disinfestazione, un metodo efficace per uccidere il ragno è spruzzare su di esso il piretroide, o in alternativa introdurne un po’ sulle fessure di casa.
  • Giardino: trovare il cosiddetto Loxosceles in questi spazi aperti non è semplice. A tal proposito è consigliabile fare affidamento ad una impresa di disinfestazione.

Come riconoscere Loxosceles

Forse quasi nessuno sa, che è possibile riconoscere il ragno violino attraverso una serie di fattori a cui porre attenzione:

  • Il suo corpo è tinta unica e il colore somiglia a un giallino-marroncino;
  • Al centro del corpo ha un segno di color scuro;
  • A differenza degli altri, Loxosceles è l’unico ragno ad avere 6 occhi;
  • La sua peluria è fine e non detiene spine sulle sue zampe;
  • Le sue dimensioni sono molto ridotte;
  • Le sue ragnatele sono molto appiccicose, molli e non le deposita mai sugli alberi o muri;

Per evitare qualsiasi forma di contatto con Loxosceles, si consiglia di verificare la sua eventuale presenza:

  • Nelle scarpe;
  • Nei luoghi bui;
  • Negli oggetti in cui non vi è luce;
  • Sotto le coperte;
  • Negli scatoloni;

Questi sono i posti in cui il più delle volte, si potrebbe avere a che fare con il ragno violino.

Inoltre questa tipologia di artropoda preferisce uscire allo scoperto durante le ore notturne. Motivo per cui è difficile individuarlo alla luce del giorno o in posti in cui la visibilità è ben chiara.

Quali sono i Migliori Integratori Alimentari per Dimagrire e Come Funzionano

Molto spesso siamo soliti a vedere sugli scaffali della farmacia o dei supermercati, numerosi integratori per dimagrire che promettono di bruciare grassi senza alcuna doverosa premessa.

La maggior parte di questi prodotti come può sembrar scontato, ha un unico scopo: vendere e spesso e volentieri illudere il cliente. Purtroppo perdere peso non è così semplice.

Infatti bisognerebbe adeguare oltre che un ottimo piano alimentare, anche un allenamento fisico costante. La soluzione migliore sarebbe quella di rivolgersi a un nutrizionista, altrimenti? Questi integratori funzionano?

Integratori alimentari per perdere peso: cosa sono e come funzionano realmente?

Non tutti spiegano cosa sono realmente gli integratori alimentari rivolti al dimagrimento. Essi non necessitano di prescrizione medica proprio perché non sono classificabili come farmaci.

Piuttosto molti di loro hanno caratteristiche differenti, ma soprattutto obiettivi diversi, eccone alcuni di essi e come cambia il loro utilizzo:

  • Per integrare sali minerali e vitamine necessarie al nostro organismo;
  • Amminoacidi (specialmente per chi fa attività fisica in modo duraturo);
  • Integrazione di acidi grassi come omega 3 e omega 6;
  • Integratori indicati per chi vuol perdere peso e mantenersi in linea;

Quest’ultimi sono quelli che interessano in particolar modo a chi vuol bruciare grassi e accelerare il metabolismo.

Quelli in commercio e che funzionano realmente hanno il compito di accelerare il metabolismo, ridurre l’accumulo di zuccheri nell’organismo, prevenire la ritenzione idrica e soprattutto di depurare il sistema umano.

Qual è il miglior integratore per dimagrire e che funziona per davvero?

Una delle domande più note da chi vuol ricorrere a metodi naturali per perdere peso è “qual è il miglior integratore per dimagrire?”.

Fortunatamente di prodotti funzionanti in commercio ce ne sono, l’importante e la soluzione migliore sarebbe quella di consultare il medico di famiglia per farsi consigliare su quelli sicuri.

Affidati a integratori contenenti molte fibre

La fibra alimentare si trova prevalentemente nella verdure, per questo motivo è importantissimo mangiarne in quantità elevata, perché non solo ti regalano sensi di sazietà ma allo stesso tempo è un cibo prebiotico.

Ciò significa che grazie all’introduzione di verdure nel nostro organismo, quest’ultime agevolano il corretto transito intestinale e a sua volta diventa più semplice mantenere un peso forma.

Cerca gli integratori che contengono estratti di thè verde

Tra gli integratori che contengono estratti di thè verde e che agevolano realmente a perdere peso rientrano:

  • termogenesi o termogenico:  la combinazione di teina e caffeina aiutano a bruciare più velocemente gli acidi grassi, di conseguenza il processo di dimagrimento è più semplificato e immediato.

    Grazie alle sostanze reperibili nel thè verde i liquidi in eccesso drenando maggiormente eviteranno il gonfiore addominale.

  • Catechine: queste sostanze di origine naturale hanno due importanti funzioni: la prima è che aiutano a mantenere le cellule giovani e attive, grazie alle sue funzioni anti-ossidanti.

    La seconda è conseguenza di quest’ultima, ovvero che essendo le cellule più attive, di conseguenza anche il metabolismo subisce effetti positivi e si accelera a dismisura.

Secondo le opinioni di chi lo ha provato, il miglior integratore per dimagrimento sembra risultare l’Acido linoleico coniugato (CLA).

Il consiglio è sempre quello di parlare con il medico di famiglia per far si che venga impostata una dieta alimentare e un planning per l’attività fisica.

Brucellosi: cos’è? Sintomi, diagnosi e trattamento

Tutto quello che c’è da sapere sulla brucellosi: cos’è? Con che sintomi si presenta? Come si fa la diagnosi e quali sono le cure?

La febbre maltese è una malattia infettiva degli animali. La trasmissione all’uomo è possibile e costituisce un alto rischio soprattutto per i lavoratori specializzati nell’allevamento del bestiame. La patologia esordisce con dolori articolari, febbre e dimagrimento. Per curare l’infezione in atto si raccomanda la cura antibiotica. Il principio attivo più utilizzato è la rifampicina.

Cos’è la brucellosi
Vediamo innanzitutto cos’è e cosa comporta la brucellosi. La malattia detta anche febbre maltese, è una zoonosi causata dal batterio della Brucella che colpisce gli animali e in modo particolare il bestiame (suini, bovini, ovini ecc). Se l’uomo entra a contatto con questo batterio può infettarsi. Il contagio avviene attraverso le mucose (naso, bocca, occhi) oppure per mezzo di prodotti contaminati come carne, latte, formaggio o prodotti caseari non pastorizzati.
La brucellosi non è attualmente una malattia comune. I soggetti particolarmente a rischio sono più che altro tutti i lavoratori che operano a contatto con gli animali (veterinari, agricoltori, allevatori, personale dei macelli, ecc.).

Quali sono i sintomi della brucellosi?

Prima di vedere come si manifesta la patologia, è altrettanto importante apprendere il periodo di incubazione della brucellosi, ovvero il tempo che intercorre dal momento dell’infezione fino alla comparsa dei primi sintomi. Solitamente esso è molto variabile e può durare 1-6 settimane. In quanto ai sintomi della brucellosi si annoverano:
• Mal di schiena;
• Dolore addominale;
• Mal di testa;
• Dolore alle articolazioni;
• Febbre intermittente, con picchi elevati (tra 39 ° e 40 °);
• Fatica e debolezza;
• Inappetenza;
• Nausea e vomito;
• Perdita di peso;
• Infiammazione dei linfonodi;
• Rigidità del collo;
• Dolore muscolare e contratture.

Come si diagnostica la brucellosi?

Quando c’è un sospetto di brucellosi è importante informare subito il medico. Una precoce diagnosi di brucellosi sarà fondamentale al fine di stabilire la terapia ed evitare le complicanze. I principali esami da fare sono:
• Urinocultura;
• Emocoltura;
• Esame del CSF;
• Esame seriologo per rilevare l’antigene nel sangue;
• Agglutinine a freddo;
• Immunoelettroforesi del siero;
• Immunoglobuline quantitative.

Come si cura la brucellosi?

Il trattamento della brucellosi consiste nella somministrazione di antibiotici. I più comunemente utilizzati sono le tetracicline (ossitetraciclina o doxiciclina, quest’ultima meglio tollerata a livello gastrico). In linea di massima, la cura con gli antibiotici dev’essere effettuata per un periodo di 3 settimane e il più delle volte, in associazione con la rifampicina.
Una volta che la brucellosi ha cessato di generare sintomi, il trattamento viene ripetuto per ridurre al minimo il rischio di recidiva.
Nel caso in cui sia coinvolto il sistema nervoso centrale, si consiglia la somministrazione di ampicillina insieme alla rifampicina.
Le ricadute di brucellosi sono possibili, come nel caso della tubercolosi, questa malattia può ripresentarsi nel tempo.

Quali sono le complicanze della brucellosi?

La brucellosi può dare origine a complicanze. Grossomodo queste possono essere:
• Sindrome da fatica cronica;
• Infiammazione dell’encefalo;
• Meningite;
• Lesioni alle ossa e alle articolazioni;
• Endocardite infettiva.