Brucellosi: cos’è? Sintomi, diagnosi e trattamento

Tutto quello che c’è da sapere sulla brucellosi: cos’è? Con che sintomi si presenta? Come si fa la diagnosi e quali sono le cure?

La febbre maltese è una malattia infettiva degli animali. La trasmissione all’uomo è possibile e costituisce un alto rischio soprattutto per i lavoratori specializzati nell’allevamento del bestiame. La patologia esordisce con dolori articolari, febbre e dimagrimento. Per curare l’infezione in atto si raccomanda la cura antibiotica. Il principio attivo più utilizzato è la rifampicina.

Cos’è la brucellosi
Vediamo innanzitutto cos’è e cosa comporta la brucellosi. La malattia detta anche febbre maltese, è una zoonosi causata dal batterio della Brucella che colpisce gli animali e in modo particolare il bestiame (suini, bovini, ovini ecc). Se l’uomo entra a contatto con questo batterio può infettarsi. Il contagio avviene attraverso le mucose (naso, bocca, occhi) oppure per mezzo di prodotti contaminati come carne, latte, formaggio o prodotti caseari non pastorizzati.
La brucellosi non è attualmente una malattia comune. I soggetti particolarmente a rischio sono più che altro tutti i lavoratori che operano a contatto con gli animali (veterinari, agricoltori, allevatori, personale dei macelli, ecc.).

Quali sono i sintomi della brucellosi?

Prima di vedere come si manifesta la patologia, è altrettanto importante apprendere il periodo di incubazione della brucellosi, ovvero il tempo che intercorre dal momento dell’infezione fino alla comparsa dei primi sintomi. Solitamente esso è molto variabile e può durare 1-6 settimane. In quanto ai sintomi della brucellosi si annoverano:
• Mal di schiena;
• Dolore addominale;
• Mal di testa;
• Dolore alle articolazioni;
• Febbre intermittente, con picchi elevati (tra 39 ° e 40 °);
• Fatica e debolezza;
• Inappetenza;
• Nausea e vomito;
• Perdita di peso;
• Infiammazione dei linfonodi;
• Rigidità del collo;
• Dolore muscolare e contratture.

Come si diagnostica la brucellosi?

Quando c’è un sospetto di brucellosi è importante informare subito il medico. Una precoce diagnosi di brucellosi sarà fondamentale al fine di stabilire la terapia ed evitare le complicanze. I principali esami da fare sono:
• Urinocultura;
• Emocoltura;
• Esame del CSF;
• Esame seriologo per rilevare l’antigene nel sangue;
• Agglutinine a freddo;
• Immunoelettroforesi del siero;
• Immunoglobuline quantitative.

Come si cura la brucellosi?

Il trattamento della brucellosi consiste nella somministrazione di antibiotici. I più comunemente utilizzati sono le tetracicline (ossitetraciclina o doxiciclina, quest’ultima meglio tollerata a livello gastrico). In linea di massima, la cura con gli antibiotici dev’essere effettuata per un periodo di 3 settimane e il più delle volte, in associazione con la rifampicina.
Una volta che la brucellosi ha cessato di generare sintomi, il trattamento viene ripetuto per ridurre al minimo il rischio di recidiva.
Nel caso in cui sia coinvolto il sistema nervoso centrale, si consiglia la somministrazione di ampicillina insieme alla rifampicina.
Le ricadute di brucellosi sono possibili, come nel caso della tubercolosi, questa malattia può ripresentarsi nel tempo.

Quali sono le complicanze della brucellosi?

La brucellosi può dare origine a complicanze. Grossomodo queste possono essere:
• Sindrome da fatica cronica;
• Infiammazione dell’encefalo;
• Meningite;
• Lesioni alle ossa e alle articolazioni;
• Endocardite infettiva.

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