Visita Medica per Lavoratori: Perché Non si deve Mentire e perché sono obbligatorie

Nel momento in cui si sta per essere assunti da un’azienda, quest’ultima richiede la visita medica per i lavoratori. Una scelta su cui non è possibile discutere in quanto obbligatoria.

Ma cosa dovesse succedere se per caso, un lavoratore dimentica o non vuol confidare i propri problemi di salute? Quali sono i rischi che si corrono?

Perché la sanità impone queste visite obbligatorie?

La visita medica pre-assuntiva è sancita dalla sanità, in quanto si preoccupa di garantire e tutelare i colleghi e soprattutto lo stato di salute del lavoratore.

Al di là della mansione che il dipende ha, le visite vengono fatte una tantum, tranne nei casi in cui:

  • Controlli obbligatori per l’uso di stupefacenti. Una verifica obbligatoria soprattutto per chi è abilitato alla guida di veicoli di trasporto.
  • Per gli impiegati a rischio di radiazioni ionizzanti.
  • Per i lavoratori a rischio di asbestosi o silicosi.
  • Per lavoratori di età inferiore ai 18 anni.

Nei casi appena elencati i controlli vengono effettuati periodicamente.

Visita medica e false dichiarazioni: quali sono i rischi?

Nel momento in cui avvengono i primi controlli in merito alle visite mediche prima dell’assunzione, il lavoratore è obbligato a rispondere sinceramente circa il suo stato di salute.

Qualora vengano dichiarate false dichiarazioni, il datore di lavoro potrebbe perdere la fiducia nei confronti del suo dipendente o in caso di visita medica preassuntiva ha la facoltà di non inquadrarlo in azienda.

Licenziamento in tronco per bugie durante le visite mediche sul lavoro, si o no?

La Cassazione è stata ben chiara sull’argomento, tanto da affermare che nei casi in cui l’impiegato menta sulle sue condizioni di salute il licenziamento è illegittimo.

Anche i Giudici sono intervenuti sull’argomento tanto da stabilire che questo fattore non è assolutamente sufficiente per far perdere il lavoro al dipendente.

Di fatto è stato preso in analisi un caso recente, in cui una dipendente assunta come “addetta alla raccolta dei rifiuti” da una società della pubblica amministrazione, in fase di controlli ha “dimenticato” di una sua recente operazione.

Nemmeno in quel caso la lavoratrice ha perso il lavoro, poiché non c’è una base sufficiente per stabilire il suo licenziamento.